Tondo Gioeni, metà dei lavori completati: nasce il primo sistema di drenaggio sostenibile di Catania

L’intervento al Tondo Gioeni rappresenta uno dei cantieri più significativi della nuova stagione di politiche ambientali e di gestione sostenibile delle acque urbane avviata dal Comune di Catania. Il sopralluogo dell’assessore all’Ambiente e alle Manutenzioni conferma l’avanzamento di un progetto che, per concezione e tecnologie adottate, segna un cambio di paradigma rispetto alle tradizionali opere idrauliche cittadine.

Un progetto pilota che introduce il drenaggio urbano sostenibile a Catania

Il cuore dell’intervento è il “Retrofitting con soluzioni di drenaggio urbano sostenibile”, un’opera mai realizzata prima in città e finanziata interamente con fondi europei nell’ambito del programma CARDIMED, di cui l’Amministrazione comunale è partner insieme al Dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania. L’obiettivo è duplice: ridurre il rischio idraulico lungo l’asse di via Etnea e, allo stesso tempo, riqualificare un’area verde strategica come quella del Tondo Gioeni.

Il progetto introduce nel contesto urbano catanese i cosiddetti “giardini della pioggia”, dispositivi di drenaggio naturale capaci di intercettare, trattenere e filtrare le acque meteoriche. Queste aree verdi, progettate con specifiche essenze vegetali e substrati drenanti, permettono all’acqua di infiltrarsi gradualmente nel terreno, riducendo i picchi di portata che si verificano durante gli eventi meteorici intensi. A completamento del sistema sono previsti anche pozzi disperdenti, che garantiscono la gestione delle acque in eccesso.

La capacità complessiva dell’impianto è stata dimensionata per intercettare circa 11.000 metri cubi di acqua all’anno, provenienti da un bacino idrografico urbano di circa 110 ettari. Si tratta di numeri significativi, che testimoniano l’ambizione di un intervento pensato per affrontare in modo strutturale una delle criticità storiche della città: la gestione delle acque piovane in un territorio caratterizzato da forti pendenze e da un sistema fognario spesso insufficiente.

L’integrazione con la sorgente Leucatia e la valorizzazione del verde pubblico

Parallelamente alla realizzazione dei giardini della pioggia, è in corso un’altra operazione strategica: il convogliamento delle acque della sorgente Leucatia. Questa risorsa naturale, spesso inutilizzata o dispersa, verrà impiegata per l’irrigazione del verde pubblico circostante, garantendo un approvvigionamento idrico a costo zero e riducendo il ricorso alla rete idrica potabile.

L’integrazione tra gestione delle acque meteoriche e valorizzazione delle risorse idriche naturali rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto, che punta a trasformare il Tondo Gioeni in un modello di infrastruttura verde multifunzionale.

Stato dei lavori e prospettive di replicabilità

Il cantiere, avviato il 26 gennaio, ha già raggiunto il 50% di avanzamento. Le opere procedono secondo cronoprogramma e il completamento è previsto entro la primavera. Una volta concluso, il sistema offrirà una protezione idraulica più efficiente lungo i quasi tre chilometri di via Etnea, una delle arterie più esposte ai fenomeni di ruscellamento e allagamento durante le piogge intense.

L’intervento ha inoltre un valore strategico più ampio: è concepito come progetto pilota, destinato a essere replicato in altre aree critiche della città, a partire proprio dalla zona del Tondo Gioeni, storicamente soggetta a problemi di drenaggio. La replicabilità è uno dei punti di forza delle soluzioni basate sulla natura, che possono essere adattate a diversi contesti urbani con costi contenuti e benefici ambientali duraturi.

Un nuovo modo di progettare la città: tra ingegneria, natura e educazione ambientale

Oltre alla funzione idraulica, il progetto punta a restituire alla città un’area verde riqualificata, capace di integrare funzioni ambientali, estetiche e didattiche. I giardini della pioggia, infatti, non sono solo dispositivi tecnici, ma anche spazi fruibili che mostrano concretamente come la natura possa diventare parte integrante delle infrastrutture urbane.

La presenza di pannelli informativi, percorsi didattici e aree di osservazione permetterà ai cittadini – e in particolare alle scuole – di comprendere il funzionamento delle soluzioni di drenaggio sostenibile, contribuendo a diffondere una nuova cultura della gestione dell’acqua e della resilienza urbana.

Un tassello della transizione ecologica urbana

L’intervento al Tondo Gioeni si inserisce in un percorso più ampio di trasformazione della città verso modelli di sviluppo più sostenibili. In un contesto mediterraneo sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico – dalle piogge improvvise e violente ai periodi di siccità – dotarsi di infrastrutture verdi e sistemi di drenaggio innovativi non è più una scelta, ma una necessità.

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